Non so più da che parte sono girata.
Ho la testa che pesa come il granito.
mercoledì 6 maggio 2009
martedì 5 maggio 2009
Reazione esoergonica - giovedì 30 ottobre 2008
Riprendo in mano per l'ennesima volta un blog, nome diverso, utente diverso, mail creata apposta per l'occasione visto e considerato che continuo ad iniziare a scrivere e poi dopo non poco mi stufo e metto nel cassetto del dimenticatoio tutto.
Ciclicamente sento il bisogno di riprendere a scrivere, considerando questo schermo come una sorta di angolo mio, al di fuori di occhi indiscreti o conosciuti, immaginando dall'altra parte altre persone intente a scrivere come me, persone che con il tempo diventano familiari come il vicino di casa, persone che entrano a fare parte della tua quotidianità, con le loro vicende familiari felici, grottesche, timide, tristi, votate alla riflessione filosofica, alla spiritualità o all'eros, senza pudore, perchè pudore non serve se hai a che fare con altri che non sono altro che parole su uno schermo che ti tutela, al di là di tutto.
E' buffo trovare spazio per essere se stessi anche qui, dove si è tutto tranne che soli, in potenza.
Tutto sta cambiando intorno a me in questo momento, il mio paese che si sta trasformando in una nazione in cui la dittatura veste i panni della democrazia, è lampante per molti eppure si continua a fare finta di niente, a portare i remi in barca per cercare di tirare a campare.
Tutto è in evoluzione ma forse sarebbe più corretto parlare di involuzione.
Sembra un film dell'orrore.
E il binario è sulla via della stereotipizzazione, tanti, senza cultura, senza idee personali, assoggettati e dipendenti dal grande fratello o dall'isola dei famosi, con un imbuto in gola come le oche che viene riempito di frasi fatte, di priorità irreali, di valori che non sono valori, di prospettive che sono gabbie dorate.
Che fine faremo e che fine faranno i figli che un giorno verranno.
Povera Italia, povera gente.
Non resta che rimboccarsi le maniche e cercare di resistere, difendendo la nostra capacità di giudizio, innovazione,indignazione dagli insulti che ogni giorno ci vengono rivolti, con la dignità e l'orgoglio di essere Italiani ma ancora prima di essere liberi.
Ciclicamente sento il bisogno di riprendere a scrivere, considerando questo schermo come una sorta di angolo mio, al di fuori di occhi indiscreti o conosciuti, immaginando dall'altra parte altre persone intente a scrivere come me, persone che con il tempo diventano familiari come il vicino di casa, persone che entrano a fare parte della tua quotidianità, con le loro vicende familiari felici, grottesche, timide, tristi, votate alla riflessione filosofica, alla spiritualità o all'eros, senza pudore, perchè pudore non serve se hai a che fare con altri che non sono altro che parole su uno schermo che ti tutela, al di là di tutto.
E' buffo trovare spazio per essere se stessi anche qui, dove si è tutto tranne che soli, in potenza.
Tutto sta cambiando intorno a me in questo momento, il mio paese che si sta trasformando in una nazione in cui la dittatura veste i panni della democrazia, è lampante per molti eppure si continua a fare finta di niente, a portare i remi in barca per cercare di tirare a campare.
Tutto è in evoluzione ma forse sarebbe più corretto parlare di involuzione.
Sembra un film dell'orrore.
E il binario è sulla via della stereotipizzazione, tanti, senza cultura, senza idee personali, assoggettati e dipendenti dal grande fratello o dall'isola dei famosi, con un imbuto in gola come le oche che viene riempito di frasi fatte, di priorità irreali, di valori che non sono valori, di prospettive che sono gabbie dorate.
Che fine faremo e che fine faranno i figli che un giorno verranno.
Povera Italia, povera gente.
Non resta che rimboccarsi le maniche e cercare di resistere, difendendo la nostra capacità di giudizio, innovazione,indignazione dagli insulti che ogni giorno ci vengono rivolti, con la dignità e l'orgoglio di essere Italiani ma ancora prima di essere liberi.
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